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I teatri popolari di Napoli nell’Ottocento

Il 12 giugno presso il Conservatorio San Petro a Majella è stato presentato il libro di Alessandro De Simone “I teatri popolari di Napoli nell’Ottocento”. Questo trattato sul teatro popolare napoletano, frutto di anni di studi e di ricerche, si prefigge di far luce su tutto quel mondo sommerso costituito da saltimbanchi, comici di strada, pupanti, cantastorie, di cui rimangono pochissime testimonianze, ma che, pure, rappresenta il presupposto inscindibile del più noto teatro napoletano. L’opera consta di due volumi di circa 700 pagine l’uno ed è un’ampia ricognizione sui teatri popolari attivi in Napoli nel corso dell’800. In essa non solo vengono presi in esame per la prima volta tutti i teatri storici, con relativi impresari e compagnie, sulla base di una nutrita documentazione, ma anche le forme di spettacolo allora più diffuse, dai drammi sacri all’opera buffa, compresi i giochi equestri e le guarattelle. Ampio spazio è, inoltre, dedicato alla trattazione dell’opera dei pupi, analizzata sia da un punto di vista storico, sia antropologico, con l’indagine dei copioni – di cui vengono riportati ampi stralci dei repertori nonché dei codici e delle modalità rappresentative di questa particolare forma del teatro di figura che vanta una delle tradizioni più antiche del Mediterraneo.

Presenti all’incontro: Elisa Evangelista direttore del Conservatorio S. Pietro a Majella, Renata Petta presidente dell’associazione culturale Philoetnia, Ettore Massarese professore di storia del teatro presso l’università Federico II di Napoli, Alessandro De Frede editore, Lucio Corelli artista pupante rappresentante della tradizione dei pupi napoletani.

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