L’Associazione

  • Lucio Corelli, ultimo erede e detentore di questa forma teatrale, dispone di un “patrimonio” composto da pupi, marionette, manoscritti d’epoca, scenografie e non meno importante la propria esperienza e conoscenza di quest’arte.

    Nel 2011 nasce l’Associazione Culturale Corelli con lo scopo di tutelare, preservare e mantenere viva quest’arte ormai dimenticata e di tramandarla ai giovani con la diffusione e la conoscenza delle opere teatrali rappresentate dai pupi napoletani, utilizzando questo patrimonio con l’intento di:

    • organizzare manifestazioni culturali atte a far conoscere e valorizzare questa forma d’arte;
    • creare con i giovani uno strumento per rappresentare e diffondere questa forma d’arte teatrale;
    • proporre una qualificata attività culturale in grado di consentire una continuità temporale delle esibizioni.

    L’Associazione è composta da persone sensibili a questa tradizione che formano giuridicamente il Consiglio Direttivo:

    • Luigi Grilli ………………………………. presidente
    • Eleonora Mancini …………………… vice presidente
    • Maria Antonietta De Falco ……. segretaria
    • Vincenzo Furiati …………………….. socio
    • Giovanna Furiati …………………… socio

Il Maestro

Riconoscimenti

Lucio Furiati, in arte Lucio Corelli è nato a Torre Annunziata il 2 novembre 1939, da Giovanna Furiati e Vincenzo Corelli.

Fa il suo primo esordio nel 1945 all’età di 6 anni, come parlatore nel teatro dell'”Opera dei pupi” della famiglia Corelli guidata da suo padre Vincenzo. A tredici anni è già un abile “oprante” ed è subito “passione”. Ma negli anni che seguirono l’avvento della televisione mette in crisi il teatro dei pupi (e il teatro in generale) e nel 1955  la compagnia Corelli e la compagnia dei Di Giovanni decidono di lavorare assieme sulla piazza di Salerno.

Nel 1956  suo padre Vincenzo ormai non recita più e sono Lucio e i suoi fratelli a guidare la compagnia, che diviene nuovamente itinerante, dando vita a quella che verrà ricordata come gli “Spettacoli viaggianti”. I fratelli Corelli ritornano in Puglia ed in Calabria, stazionando per lunghi periodi in quelle città dove ancora era vivo l’interesse per le opere cavalleresche.

Nel 1961 ritornano a Torre Annunziata e a maggio dello stesso anno si registria un intervento a Castellammare di Stabia, l’anno successivo la compagnia ritorna in Puglia spostandosi per tutta la regione fino al 1969

Alla morte del padre avvenuta nel 1970 e dopo un breve periodo di silenzio durato circa un anno, l’“opera dei pupi” si stabilsce nel novembre del 1971 a Torre Annunziata in via Zuppetta e grazie all’intervento di Lucio e suo fratello Nicola resterà attiva fino al 1975.

Dopo 4 anni di assenza dal teatro, nel 1979, Lucio Corelli da vita ad un unico spettacolo di pupi nel teatro Metropolitan di Torre Annunziata, molto atteso dai cittadini torresi, tanto da avere una presenza di pubblico di circa mille persone.

Un anno dopo Lucio riapre il teatrino a Torre Annunziata in via Zuppetta, con l’aiuto della moglie Carmela, dei suoi due figli Vincenzo e Giovanna e della madre Giovanna Furiati, che stava al botteghino, continuando quella tradizione lasciatagli dal padre Vincenzo il teatrino resterà attivo fino al 1985.

Nel 1991 Lucio si fa protagonista di un altro spettacolo, al teatro Don Bosco di Torre Annunziata presso i Salesiani in via Regina Margherita. Si registra il tutto esaurito.

Dopo un’assenza durata 18 anni, grazie al comune di Torre Annunziata e all’Istituto tecnico Ernesto Cesaro, Lucio ha avuto la possibilità di far riscoprire quest’arte ai giovani, con un primo spettacolo a febbraio ed un secondo a maggio 2010, messi in scena proprio con i giovani, che con il loro interessamento e la guida del maestro, hanno ridato voce e vita a quei personaggi cavallereschi di epoche ormai lontane. Per quello che un tempo, in assenza di televisione e scarsa cinematografia, era un’attrazione per grandi e piccini, un mondo fatato dove ogni spettatore ricercava il proprio “eroe cavalleresco”, con i suoi duelli, le sue battaglie contornate da incantesimi e tradimenti e dove gli operanti stessi si immedesimavano in quegli “eroi”.

È da quel lontano 1945 che Lucio ha continuato a calarsi nei panni di “paladini e guappi napoletani” continuando fino ai giorni nostri, quella che oggi possiamo definire un’“arte di altri tempi”.

A Lucio Corelli và il merito di aver saputo capire l’importanza del mestiere di suo padre, immettendo in questo tutto il suo impegno nella volontà di recuperare alla società un’arte che diversamente avrebbe subito un destino molto più triste, quello di venir presto dimenticata.  È proprio grazie a lui che una pratica artistica di così grande importanza continua a vivere, è grazie a lui che possiamo godere ancora oggi della magia di questi spettacoli.